Più che toscana questa volta siamo proprio a Firenze, in centro. Nei vicoli dove la gente si accalca per vedere le grandi opere e i profumi delle botteghe lottano tra di loro per catturare il naso dei viandanti.
Tra tutti questi odori ce n’è uno, sicuramente inconfondibile. Non è più forte degli altri, semplicemente non ti puoi sbagliare. Giri l’angolo e trovi un furgoncino con dentro un tizio con un pentolone che fuma, un tagliere, coltello e forchetta, alle spalle tante rosette pronte ad essere farcite e di fianco due barattoli, uno verde e uno rosso. Il trippaio che ti prepara il panino col lampredotto e a richiesta ti da anche una vaschetta con la trippa fumante. Cucina povera che più povera non si può.
Questa tradizione ho cercato di renderla menù. Ti farò fare un piccolo viaggio tra i vicoli di Firenze cercando di giocare con il 5/4 e raccontandoti la simpatica storia del perché questo pezzettino di carne viene chiamato lampredotto.
Come si fa a non aggiungere a questo bel menù un po’ di vino. Rigorosamente servito nel fiasco impagliato.
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